MOC – Introduzione
Nasce il MOC, MOneta Corta di Benevento EcoSolidale
(operativo da settembre 2009)
Un buono sconto emesso da esercizi di filiera corta e spendibile nel circuito delle piccole aziende locali:
- per aumentare il potere d’acquisto delle famiglie;
- per favorire l’economia locale;
- per una mobilità corta di persone e merci;
- per una comunità condivisa;
- per quell’economia etica ed ambientale capace di riportare sviluppo nel pianeta.
La moneta locale di Benevento EcoSolidale consiste in un buono sconto emesso da operatori di filiera corta (piccoli negozianti e produttori agricoli e artigianali) e spendibile presso qualunque degli operatori convenzionati o devolvibile a favore di una delle associazioni ecosolidali sostenitrici dell’iniziativa.
Si tratta di un’iniziativa destinata a incrementare il potere d’acquisto delle famiglie beneventane, a consentire agli esercenti di aumentare il proprio fatturato e, al contempo, ad agevolare l’economia locale, in quanto il buono-moneta coinvolgendo i suoi possessori a realizzare acquisti presso gli esercizi locali, a conduzione familiare, agevola le relazioni di filiera corta tra negozianti e residenti rionali e tra produttori locali e consumatori.
L’iniziativa, promossa dalla Rete Arcobaleno, coinvolge tutti i soggetti che aderiscono al movimento “Benevento Km Zero”: esercizi commerciali, aziende artigiane e agricole, se locali, a conduzione familiare e indipendenti da franchising e da centri commerciali.
La moneta-sconto, incentivando la filiera corta, riesce a riportare il commercio, in quanto scambio di beni, a quella funzione originaria di scambio emozionale: io ti dono una banconota e tu mi doni un bene. Per questo, ora, noi cittadini, se vogliamo essere protagonisti del cambiamento, possiamo decidere di “scambiarci doni” con i negozianti del rione, invece di “comprare” presso spersonalizzanti franchising e centri commerciali.
Se ci riappropriamo della nostra capacità decisionale, rimossa da quell’omologazione impostaci da mass media, grande industria e grande distribuzione, riusciremo a ricreare quell’economia relazionale che è capace, anche, di tutelare l’economia e la qualità ambientale del proprio territorio.
I testimonial televisivi ci costringono a un modello omologante di consumo che, con rilevanti costi sociali e ambientali, sposta risorse economiche dalla comunità locale a quella degli azionisti dell’economia globale, quei novelli feudatari che, saccheggiando le risorse locali, in termini ambientali ed economici, hanno causato quella crisi economica che, oggi, è sotto gli occhi di tutti.
Anche i grandi leader del pianeta (Obama e altri), ormai, affermano che le opportunità di sviluppo, che ci risolleveranno dalla recessione, vengono dall’economia etica e da quella ambientale (green economy).
Comprando invece presso esercizi amici e vicini, possiamo ricostruire il modello di sviluppo della filiera corta e dell’economia reale:
- più sicurezza alimentare;
- meno inquinamento e infortuni stradali dovuti al trasporto di merci lontane;
- meno compere in auto;
- più economia relazionale e socialità di quartiere;
- più qualità ambientale nei nostri luoghi quotidiani;
- più profitti ai piccoli produttori locali e ai negozianti rionali,
- più lavoratori che diventano imprenditori di sé stessi (invece che dipendenti delle grandi società);
- più economia reale capace di tutelare la comunità locale dalla recessione dei mercati globali.
L’economia solidale ci insegna che la soluzione non può arrivare dall’alto dei governi e delle multinazionali, ma solo dal basso, grazie a quella cittadinanza attiva che, agendo orizzontalmente sul territorio, sappia difendere i propri interessi con la pratica quotidiana responsabile.
Il consumo critico ci insegna che, durante ogni acquisto, siamo in cabina elettorale: mentre, alle consultazioni elettorali politiche, non possiamo più esprimere preferenze, quando compriamo, possiamo ancora scegliere quale modello di sviluppo incentivare; possiamo ancora decidere se “scambiarci” i nostri soldi con i nostri concittadini o se “lasciarli per sempre” a sconosciuti azionisti dell’economia globale.
Il MOC può favorire tutto questo: è una rivoluzione dal basso e silenziosa”.
1 Risposta finora »
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Giovanni Scotto detto,
agosto 5, 2009 @ 11:05 am
Complimenti per l’iniziativa e in bocca al lupo! Dobbiamo attrezzarci per una transizione a un’economia con meno risorse e meno energia a disposizione…